LA CHIESA

La Chiesa di San Gavino Martire


L’attuale chiesa di San Gavino Martire è costruita su un’antica chiesa consacrata nel lontano 1734 dal vescovo di Alghero.

Babai Matza fù il primo Parroco ad ampliare l’antica chiesetta aggiungendo le cappelle laterali.

Il suo successore: Babai Casu, con l’ampliamento, completò l’opera.

Gli anni 40 sono gli anni che segnano l’inizio dei lavori di recupero dell’attuale chiesa che ingloba, fino all’altare maggiore l’antica chiesa di cui restano i muri dell’abside e i muri fino alle cappelle di san Giuseppe e dell’Immacolata.

Lo stile neo –romanico usato viene dettato dal gusto artistico dell’epoca.

La costruzione interessò un arco di tempo di 12 anni, dal 1940 al 1952 trasformando il paese in un ampio cantiere.

La vecchia chiesa, nonostante i lavori, continuò a  funzionare fin quasi la fine del 1950, quando vennero abbattuti i vecchi muri, al di là dei quali erano stati edificati in nuovi muri dell’attuale chiesa.

Nel 1955, il 25 Ottobre solennità del Patrono San Gavino, si arrivò alla consacrazione.

Data memorabile, scritta sui marmi della chiesa e degli altari laterali.

La cerimonia avvenne in due tempi :

La sera del 24 Ottobre venne consacrato l’esterno della chiesa; il giorno successivo venne consacrato l’interno; la giornata venne solennizzata dalla presenza di tre Vescovi: Mons. Francesco Cogoni “Vescovo di Ozieri ”, e due Vescovi della Diocesi e amici di Babai Casu: Mons. Sebastiano Fraghi “Arcivescovo di Oristano” che consacrò l’altare di san Giuseppe, e Mons. Lorenzo Basoli  “Vescovo di Ogliastra“ il quale consacrò l’altare dell’Immacolata.

Nel 1966 gli artisti della “Beato Angelico di Milano” dipinse l’abside, con una poderosa immagine a tutto campo del Cristo racchiuso in una mandorla, secondo la tradizione medioevale, esso rappresenta il Redentore, colui che ha preso su di sè i peccati dell’umanità; il Cristo è circondato da sei angeli e alla base c’è il Monte Limbara, raffigurato nei tramonti estivi del mese di Agosto.

Nel 1967, infine, vennero ultimati i mosaici nelle cappelle di San Giuseppe e dell’Immacolata.