Bilancio positivo per il 1° Cammino di Fraternità

Monti. La confraternita di S. Gavino Martire ha vinto una grande sfida: organizzando lo scorso 2 giugno il 1° Cammino di Fraternità delle Confraternite della Sardegna è riuscita in un impresa titanica, organizzativa e spirituale, nonostante fosse impegnata, anche, nel rinnovo del direttivo, costituito dal priore Antonio Isoni, dal vice Giuseppe Azzara, dal segretario Gian Paolo Langiu e dal tesoriere, Nito Deledda. Il Cammino è stato avvallato dalla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia e dalla Conferenza Episcopale Sarda le quali avevano provveduto a nominare l’ assistente spirituale (don Luca Saba) e il delegato regionale per le confraternite, nostro confratello (sig. Antonio Barria). Operazione non facile portata, portata avanti in simbiosi con la parrocchia don Luca Saba prima, e don Pigi Sini, nella delicata fase finale di riuscire a far rete coinvolgendo, in paese: 1) amministrazione comunale, cantina sociale del Vermentino, Pro-Loco in testa e le nove associazioni montine, di conseguenza l’ intera comunità; 2) exstra moenia, la diocesi di Ozieri, attraverso l’ amministratore apostolico, mons. Sebastiani Sanguinetti, che ha creduto ragionevolmente sin dall’ inizio, nel progetto, dando un segno tangibile della sua sensibilità; la Conferenza Episcopale Sarda che vedeva nella confraternita decisionismo e rinnovamento. Non ultimo il contributo delle Confraternite: Alà dei Sardi, Buddusò, Benetutti, Siniscola e Nule e gli amici dalla Maddalena, Ploaghe, Loiri Porto S. Paolo e Berchiddeddu. Infine l’ appoggio della Regione, attraverso l’ assessorato al Turismo, che intuiva la novità. Il 2 giugno è la dimostrazione lampante che, quando si hanno le idee giuste e unità d’ intenti, tutto è possibile! Il percorso intrapreso sin dall’ inizio pareva quello più corretto: informare ed invitare i vescovi delle 10 diocesi sarde, i relativi delegati diocesani, i porroci e i priori delle confraternite. Avuto un quadro completo della situazione, bisogna passare, successivamente, alla fase realizzativa. La poderosa macchina organizzativa, facente capo ai vari responsabili dei gruppi creati dalla confraternita è stata gestita egregiamente dai 350 volontari ( tutti rigorosamente con pettorine gialle per essere riconoscibili e al servizio degli ospiti). Contatti quotidiani e preparativi febbrili hanno visto coinvolti tutti i montini che si sono stretti attorno alla confraternita, impegnata più che mai, dando man forte e facendo si che la giornata del 2 giugno passasse alla storia. In una splendida giornata di sole ognuno a dato il massimo: a tutti il grazie più sentito! Ecco perché sono arrivati i risultati e con loro complimenti e gratificazioni. Il 2 giugno ha permesso di fare anche delle riflessioni: è stata l’ occasione per incontrarsi, fraternizzare, scambiare esperienze, fare valutazioni, aprire una nuova pagina nel movimento confraternale sardo. Un viatico positivo, verso il futuro, che possa davvero essere ancor più al servizio della Chiesa, degli emarginati, delle classi più povere, delle periferie, con fede, speranza e carità, al centro dell’ azione spirituale ed umana vero obbiettivo finale delle confraternite.

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